lunedì 8 agosto 2011

CASTELLABATE: PROCESSO A GIOACCHINO MURAT

di Conte Mariateresa                                                        

Il giorno 4 agosto, alle ore 21,15, in Piazza Perrotti a Castellabate, in occasione delle celebrazioni per il bicentenario del passaggio a Castellabate di Gioacchino Murat, l'associazione “Identità Mediterranee” ha organizzato un “Processo a Gioacchino Murat”.
Gioacchino Murat, valoroso generale francese (nato in Francia nel 1867), divenne Re di Napoli (non per discendenza, ma perché aveva sposato la sorella di Napoleone). Una figura anomala e controversa, il Murat, considerato disonesto da clero e dai commercianti ma molto amato dal popolo, egli è stato soprattutto il grande precursore dell’Unità d’Italia. Quella di Murat è una figura contraddittoria perché è un re che invoca libertà e democrazia, un re che per la prima volta incita il popolo all’unità e a ribellarsi a taluni meccanismi del potere; ma, al tempo stesso, è un re che ordina la chiusura della “Scuola Medica Salernitana” e non ostacola il contrabbando. Non è da escludere che gli accadimenti storici legati alla sua opera contribuirono alla caduta di Napoleone, il quale non di rado lo ritenne responsabile di molti errori strategici. Murat venne fucilato a Pizzo Calabro, in applicazione di una legge che lui stesso aveva emanato. Morì da uomo coraggioso, anche se le sue parole lasciano trasparire un culto dell’immagine di straordinaria attualità; infatti le parole che pronunciò al momento della fucilazione furono: « Risparmiate il mio volto, mirate al cuore, fuoco! ». All’evento hanno collaborato la Pro Loco di Castellabate e l'associazione teatrale "La Bottega Teatrale", con il patrocinio ed il contributo dell'amministrazione comunale di Castellabate e degli assessorati alla Cultura e al Turismo. La serata è stata ambientata nella splendida location del centro di Castellabate, il paese dell’“immortalità”, come lo definiva lo stesso Gioacchino Murat, che era uso dire: “Qui non si muore!”. È stato messo in scena un processo simulato, per restituire dignità a un uomo che ha, in realtà, operato per il bene del Mezzogiorno. I giudici, che si sono via via avvicendati nel tribunale, erano veri magistrati; personaggi illustri come il prof. Giuseppe Tesauro, giudice della corte di Costituzionale; il prof. Francesco Rossi, Magnifico Rettore della Seconda Università degli studi di Napoli; la prof.ssa Andreana Esposito, assistente di studio della Corte Costituzionale; il prof. Alfonso Conte, docente di storia presso l’Università degli Studi di Salerno; l’avvocato penalista Franco Maldonato; il dott. Vitaliano Esposito, Procuratore Generale della Corte di Cassazione. Ad assistere al processo numerose persone, tra cui molti volti illustri. Prima del processo sono stati distribuiti al pubblico dei fogli bianchi e dei fogli neri: con i bianchi si votava per l’innocenza, mentre con i neri la colpevolezza. Al termine del processo si sono contati i fogli bianchi e quelli neri ed il risultato è stato che quasi tutti hanno votato con il foglio bianco. Ha prevalso, quindi, secondo il parere del popolo, l’innocenza del re di Napoli. A questo punto, la corte si è ritirata per deliberare; al rientro, anch’essa ha dichiarato l’innocenza del Murat. Chissà se a giudicare Gioacchino Murat fosse stato non il Tribunale militare (come è realmente avvenuto a Pizzo Calabro nel 1815 ), ma un Tribunale popolare come quello di piazza Perrotti a Castellabbate, la vicenda del Murat e di tutto il Mezzogiorno avrebbero seguito strade diverse; ma, si sa: con i “se” e con i “ma” non si fa la storia….



giovedì 4 agosto 2011

LA DONNA E LA MODA NEL TEMPO… di Conte Mariateresa

UN MERAVIGLIOSO VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLA CULTURA E DELLA TRADIZIONE

foto QUINTINO DI VONA
Nell’incantevole scenario paesaggistico di Buccino (SA)  presso l’HOTEL ELICETO RELAIS, l’associazione CRT Tanagro, il giorno 15 luglio 2011 ha presentato la manifestazione “LA DONNA E LA MODA NEL TEMPO”. Ad accogliere gli ospiti convenuti all’evento, il presidente dell’associazione CRT Tanagro, il dr. Vincenzo Raimondo. La manifestazione  di apertura alle ore 19.00, ha visto un’interessante mostra di abiti d’epoca e fotografie con pannelli gentilmente concessi dal presidente della pro-loco di Eboli, Antonio Lamberti, contenenti magnifiche immagini di fierezza e costumi del passato  con le  didascalie dell’associazione “Il Saggio”, sulla condizione della donna nel mondo e nel tempo. Alle ore 19.30  è stata presa visione del filmato teatrale sul brigantaggio della compagnia di Buccino “teatro insieme”. Alle ore 20.00, la scrittrice Dora Luguori ha presentato l’opera teatrale tratta dal libro stesso dell’autrice “Memento Domine”, con la regia di Eleonora Raimondo, che esordirà al prossimo festival di Castrocaro Terme.  Alle ore 20.30,  è seguito  l’intervento sulla donna e la scienza,  sulla figura di “Ipazia” di Alessandria, (matematica e filosofa greca) a cura  della signora Laura Franzese.  A chiudere l’evento, la sfilata di abiti d’epoca e di sartoria a cura della prof.ssa Maria Rosaria Pagnani, nota studiosa del tema e autrice di un saggio su “Mode e modi di donne”, inoltre, la sfilata è stata organizzata con l’ausilio della sezione cultura e immagine  dell’associazione CRT Tanagro, che ha beneficiato della direzione artistica di Ferrara Anna Franca nella cornice dello splendido Holtel Eliceto Relais.  Prezioso è stato il contributo pervenuto dalle sig.re Tancredi Anna Maria, Nisi Carmela e Falco Assunta, accompagnate dal sacerdote don Martino Romano, che hanno sfilato indossando affascinati abiti dell’800 appartenenti alle famiglie nobili di Castelcivita. Sono stati quaranta gli abiti che hanno sfilato,  confezionati dall’800 agli anni 90,  ed è stata riservata un’apposita sezione dedicata agli abiti da sposa. All’evento hanno collaborato anche il Presidente del gruppo folcloristico Gregoriano, Francesco Tortoriello e la pro-loco di Auletta. Gli abiti sono stati indossati da giovani ragazze e donne  del territorio buccinese, dal portamento quasi professionale, inoltre, la sfilata è stata accompagnata dalle musiche del duo composto dalla giovane pianista Laura Conte ed Elena Memoli,  che hanno eseguito le  musiche di Verdi, Puccini, Bellini, Rossini e Tosti. A chiusura, un momento molto toccante con il conferimento di una targa ricordo al Cav. Eduardo Magaldi,  quale autentico conoscitore della moda in Italia ed in Brasile dove è stato direttore d’ala del carnevale di Rio.

lunedì 25 luglio 2011

Raptus di morte. Uccide la moglie a martellate e strangola il figlio di 11 anni. Poi si fa arrestare



di Conte Mariateresa
BUCCINO. Una tragedia familiare consumatasi nel giro di pochi istanti e che ha spezzato la vita di una donna e di suo figlio, un bambino di soli 11 anni. Alla base del dramma, consumatosi nella notte tra sabato e domenica, la gelosia, quella bestia nera  che ha offuscato la mente di Costel Tudor ed armato la sua mano contro la moglie Carla Radu e il figlio Raimond Ionit. Rumeno, 35 anni, Costel Tudor, da 4 anni residente a Buccino con tutta la sua famiglia, lavorava come operaio presso una ditta edile della zona. Sabato sera è rientrato in casa, una piccola abitazione nel centro storico di Buccino,  sita in piazzetta San Giovanni, dopo essersi recato in edicola con il figlioletto.. Da tempo, il giovane operaio era tormentato dal pensiero che la moglie Carla, anche lei trentacinquenne rumena che saltuariamente lavorava presso l’industria conserviera di Buccino, lo tradisse: erano circa le 21 quando tra i due coniugi è scoppiata la lite. Sono volate parole grosse,  i toni della discussione si sono accesi con il passare dei minuti. Qualcuno afferma di aver sentito Costel chiedere più e più volte con fare sempre più insistente e minaccioso a Carla: “Dimmi se mi tradisci”. “Con chi ?”   “Chi è ?”. Il probabile negare, da parte della moglie, tutte le accuse ha indispettito l’uomo che, in preda all’ira, ha afferrato una “mazzetta”, una sorta di martello che lui, in virtù del suo mestiere di muratore, aveva in casa con sé. Ha afferrato il pesante martello con tutta la rabbia che aveva in corpo si è scagliato con violenza contro Carla: l’ha colpita, ripetutamente, alla testa. Decine e decine di colpi che si sono fermati solo quando Costel ha visto cadere la moglie al suolo, esamine, in una pozza di sangue. Non ha inferito sul corpo già martoriato di Carla. Ad assistere, però,  alla scena c’era anche il piccolo Raimond, 11 anni, che attirato in cucina dalle urla e dal trambusto, ha probabilmente visto il suo papà accanirsi contro la sua mamma e ora lei era lì, in terra, ricoperta di sangue. Nemmeno dinanzi a suo figlio, Costel è riuscito a trattenere il suo impeto omicida. Come un leone che si avventa sulla sua indifesa preda, così l’operaio trentacinquenne  si è scagliato contro il piccolo Raimond Ionit: gli ha afferrato il collo e ha stretto la presa con tutta la forza che aveva, fin quando il suo bambino non ha smesso di respirare. Dopo aver strangolato il figlio ha preso il suo corpicino esangue e lo ha portato nella sua cameretta per adagiarlo sul letto. Da quel momento, per due ore, Costel è rimasto in “contemplazione” dei due cadaveri, il macabro risultato di una furia omicida scatenata dalla gelosia. Poco prima della mezzanotte, probabilmente con l’ultimo barlume di lucidità, Tudor ha chiamato il suo vicino di casa e ha confessato il suo efferato crimine. L’uomo a cui si è rivolto  ha immediatamente provveduto a chiamare i carabinieri, cosa che pare avesse fatto anche Costel nel contempo. Sul posto sono prontamente giunti i militari dell’Arma della vicina stazione di Buccino: al loro arrivo Costel Tudor è stato tratto in arresto e condotto presso la caserma dei carabinieri dove è stato ascoltato per tutta la notte. La scena che si è presentata agli occhi dei carabinieri è stata raccapricciante: sul pavimento della cucina il corpo massacrato di Carla Radu, immerso in una pozza di sangue, il volto totalmente sfigurato ed irriconoscibile. Nell’altra stanza, l’altro corpo senza vita: quello di un innocente di undici anni, “colpevole” solo di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma Costel e Carla avevano anche un’altra figlia, una ragazza di 15 anni che, nel momento in cui si è consumata la tragedia si trovava in giro con amiche. È stato probabilmente questo,  la classica uscita del sabato sera, a salvarle la vita e a sottrarla alla furia omicida del padre. Ma la quindicenne, purtroppo, non è stata salvata dalla scena a cui ha assistito rincasando: l’ultima immagine che conserverà di mamma Carla e del fratellino Raimond sarà quella di due corpi coperti da lenzuola, quelli apposti dai carabinieri e che, nella mente di una ragazza di 15 anni, forse esistevano solo nei telefilm polizieschi. La ragazza, sotto shock,  è stata affidata ai servizi sociali. Costel Tudor, invece, è stato tradotto in carcere: si trova, ora, detenuto presso la casa circondariale di Fuorni, per lui l’accusa è di duplice omicidio. I corpi di Carla Radu e del piccolo Raimond sono stati trasportati presso l’obitorio dell’ospedale di Eboli e si attende la decisione del pm, Vincenzo Senatore per la disposizione degli esami autoptici che aiuteranno a far luce sull’esatta dinamica dello spaventoso omicidio.

domenica 24 luglio 2011

“HISTORIAE VOLCEIANE”, il gusto della storia…


di Conte Mariateresa

Anche quest’anno il 16, 17 e 18 agosto a Buccino si svolgeranno le HISTORIAE VOLCEIANE.  La manifestazione giunta alla XXXIII°  edizione, richiama numerosi turisti e giovani, che giungeranno nel territorio dai capoluoghi delle regioni limitrofe,  attratti dallo splendido scenario storico, naturalistico, archeologico ed enogastronomico.  L’iniziativa si svolgerà nel centro storico del paese, nell’incantevole scenario e tra le meraviglie dell’antica città di Volcei (IV sec.  a. C.). Il successo degli anni precedenti è stato decretato dalla presenza di  tantissime persone che hanno assistito allo spettacolo messo in scena dall’associazione “Legio I° Italica”, che tra le sue collaborazioni, vanta la partecipazione a vari documentari diretti da Alberto Angela. La fase più importante prevede la messa in scena dei momenti principali della vita romana testimoniata nel territorio dell’Antica Volcei, avvalendoci dell’incantevole scenario architettonico che il parco archeologico urbano dell’antica Volcei offre. Nella necropoli del parco archeologico sarà allestito un accampamento romano che riprende fedelmente gli usi e costumi della civiltà romana dell'Antica Volcei; le vie del centro storico saranno animate dai suoni di artigiani impegnati nella lavorazione di materiali come il rame, la ceramica, il vimini, tutti molto attenti nel realizzare manufatti ormai rari e di pregiatissima qualità, verranno inoltre inscenati vari riti della Roma imperiale tra cui: la danza dei sali, esibizioni di danze antiche, riti antropologici, il rito dell’assegnazione Graccana delle terre e combattimenti di gladiatori a cura del gruppo storico “Legio X Pia Fidelis” di Roma. Il momento più importante dell’evento è la messa in scena nella meravigliosa location del castello, del matrimonio tra Bruttia Crispinia, figlia di Bruttius Praesens della famiglia senatoriale volceiana dei Bruttii, con l’imperatore Commodo storicamente avvenuto nel 177 d.C. ,  durante l'evento sarà possibile conoscere le meraviglie del “Parco Archeologico Urbano dell’Antica Volcei” e del Museo Archeologico Nazionale “M. Gigante”.  L'intero percorso verrà illuminato con tipiche lucerne ad olio e fiaccole per rendere ancora più surrealistico e suggestivo il nostro viaggio nel tempo. L’evento è organizzato dall'associazione Pro Loco di Buccino-Volcei con il patrocinio del Comune di Buccino, della Comunità Montana Alto Medio  Sele-Tanagro, associazione culturale il Simposio, comitato locale della Croce Rossa di Serre, l'associazione culturale “Legio I° Italica”. Inoltre, in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia,  si svolgerà un’interessante mostra sul brigantaggio. La manifestazione è affiancata da un percorso enogastronomico che  oltre alla valorizzazione della cucina di tradizione locale, porta a conoscenza del pubblico, pietanze storiche legate al tema della rievocazione, come la “placenta” mille sfoglie di ricotta e miele, il Garum, il Moretum, il Libum e altre prelibatezze e bevande tipiche dell’età romana, opportunamente scelte ed aggiornate per essere realizzate anche oggi.
 
Il programma del 2011 (potrebbe subire piccole variazioni):

 
● ore 9,00 -13,00 e dalle ore 15,00 alle 19,00 piazza municipio Visite guidate del Museo Archeologico Nazionale “M.Gigante”.
 • ore 9,30 alle 12, 30 – Museo Archeologico Nazionale “M.Gigante , Apertura e visita dell’accampamento dei legionari romani, Il Medicus dei romani e l’ospedale da campo, misurazione del tempo con le meridiane descritte da Vitruvio, l'evoluzione dell'esercito romano;
 • ore 16,00 alle 18,30 Museo Archeologico Nazionale “M.Gigante,l ’accampamento dei legionari romani: addestramento e vita quotidiana a cura della Legio I italica di Villadose ; L’evoluzione dell’armamentario dell’esercito romano nel passaggio dalla repubblica all’impero;

·             ore 20,00 palazzo forcella, inaugurazione mostra sul brigantaggio.
  ● partenza alle ore 20,30 largo Palazzo Ducale , Corteo di tutti i personaggi in costume che attraversa il decumano massimo  dirigendosi verso il foro romano.
 ● ore 21,00 in piazza Amendola, ricostruzione danze antiche, Matrimonio tra Bruttia Crispina e Commodo a seguire “Convivium” dove gli spettatori potranno partecipare attivamente al banchetto organizzato in onore degli sposi a cura del  Gruppo Danze antiche di Villadose .
Per ulteriori informazioni: www. Comune di Buccino.it , oppure www. Proloco Buccino-Volcei.it .

Buccino (SA): romeno uccide moglie e figlio

un muratore romeno, dopo il duplice omicidio si consegna ai carabinieri
di Conte Mariateresa

Buccino (SA) – Ha ucciso la moglie per gelosia e, in preda alla pazzia, ha strangolato anche il figlio di undici anni. La tragedia è avvenuta nel comune di Buccino, nel centro storico del piccolo paesino della provincia di Salerno, con poco più di 5.000 anime. L’assassino è un cittadino romeno, Costel Tudor, 35 anni, operaio edile, da quattro anni assieme alla famiglia in Italia. L’uomo era convinto che la moglie lo tradisse con un altro uomo; così, accecato dalla gelosia ed in stato di ubriachezza, la notte del 23 luglio, al culmine di un furibondo litigio, l’uomo a impugnato un grosso martello da lavoro e si è avventato contro la donna colpendola ripetutamente fino a fracassarle il cranio. Successivamente ha strangolato il figlio di undici anni, accorso in cucina, richiamato dalle urla e dal trambusto. Le vittime sono la moglie Carla Radu, 35 anni, operaia conserviera a Buccino, ed il figlio Raimond Ionit di 11 anni. La coppia aveva anche un’altra figlia, di 15 anni; quest’ultima si è salvata poiché al momento della tragedia era fuori di casa con delle amiche.L'uomo, dopo la tragedia è rimasto per circa due ore a vegliare i due corpi, poi ha chiamato un vicino di casa, che a sua volta ha chiesto l'intervento dei carabinieri di Buccino, presso la cui caserma, nella notte, ha confessato il reato. Sul posto sono intervenuti i militari del comando di Buccino, quelli della compagnia di Eboli ed i colleghi della sezione investigativa scientifica del reparto operativo del Comando provinciale di Salerno. Il 35enne, dopo essere stato ascoltato dagli inquirenti, è stato chiuso nel carcere di Salerno con l'accusa di duplice omicidio. Secondo alcuni conoscenti, la coppia era una famiglia come tante altre, apparentemente tranquilla; solo qualche litigio per questioni economiche di tanto in tanto. Ma nessun elemento faceva supporre una simile tragedia. A far definitivamente luce su tutta la vicenda provvederanno le indagini dei carabinieri, tuttora in corso.

martedì 12 luglio 2011

Mario Panzarella è il nuovo segretario del PD di Buccino, il più giovane d'Italia attualmente in carica.



di Mariateresa Conte
 Il giorno 19 giugno 2011  a Buccino  presso  il circolo del Partito Democratico  è stato eletto all’unanimità  Mario Panzarella,  nuovo segretario del PD a soli 20 anni.  La cerimonia di passaggio di consegna della segreteria da Annibale  Di Leo a Mario Panzarella, ha visto la partecipazione  del sindaco di Buccino, il dott. Pasquale Via, di numerose persone e dei  ragazzi dei  Giovani Democratici dei paesi limitrofi.   Dopo un’accurata ricerca, fatta sull’età dei segretari dei partiti, Mario risulta  essere il più giovane segretario di  partito in Italia, attualmente in carica.  Ragazzo di grandi valori, di grandi idee e studente universitario di giurisprudenza, con il suo carisma e la sua voglia di fare, Mario sta portando avanti una politica “pulita”, rivoluzionaria e nuova. Queste le parole di Mario: “ Spero di poter fare il mio lavoro al meglio tenendo fermi tre principi chiave: umiltà, equilibrio ed ascolto... mi impegnerò al massimo per il mio paese!”.   Da tutti i ragazzi del GD e da parte mia:  l’augurio di  buon lavoro!

martedì 14 giugno 2011

Intervista al prof. Luigi Sonatore. di Conte Mariateresa

Intervista al prof. Luigi Sonatore, docente di geografia economica  presso l’ITC
“E. Corbino” di Contursi Terme.
di Conte Mariateresa


1)   « Il 12 e il 13 giugno gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sui  quesiti referendari, due di essi affrontano  tematiche molto importanti  quali la privatizzazione dell’acqua e l’istallazione di centrali  nucleari. Lei cosa ne pensa ?»
«Penso, prima di tutto, che se ne è parlato troppo poco. La nostra è la società dell’immagine, della visibilità televisiva che, se non hai, non esisti nella realtà. Su questi referendum (se si esclude l’ultima settimana) non c’è stata discussione “televisiva” quotidiana, anzi. Il pluralismo delle opinioni è stato la stella polare dell’informazione? Penso proprio di no: e, quindi, questi quesiti referendari semplicemente “non sono esistiti”; nello specifico, penso che l’acqua sia un bene di tutti e inalienabile la sua fruizione, che o è pubblica, o non è. Una politica che non mette al centro del suo operato questo concetto non fa gli interessi della comunità e tradisce, così, la concezione solidaristica della Costituzione Italiana.  Ammantare di falso modernismo questa concezione, utilizzando (come fa il D.L. 112 del 25/06/2008) termini come sviluppo economico, semplificazione, competitività, serve solo a sviare e a distrarre dalla centralità della questione, fino ad arrivare al paradosso “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, come recita il comma 1 dell’art.154 del DL 152 del 3/04/2006.  Investire capitali per avere un’adeguata remunerazione: fare profitti con l’acqua è etico? “Date da bere agli assetati”: è una delle opere di misericordia corporali; chiediamo al Papa di modernizzarla, aggiungendo come chiusa finale: “solo se vi pagano”!    
Per il nucleare, invece, la questione è decisamente più complessa: se è vero che l’acqua è il diritto imprescrittibile, è pur vero che l’energia elettrica ha un suo costo economico e, per la sua diminuzione, le centrali nucleari sembrano essere fondamentali. Approfondirò il ragionamento nella risposta successiva; qui il problema si fa politico: il governo attuale, soprattutto alla luce dei risultati elettorali di Milano, cerca di non far raggiungere il “quorum”, invalidando, così, la consultazione referendaria. È un atteggiamento fondamentalmente incivile e anti democratico: del resto da chi è abituato a difendersi “dal processo” piuttosto che “nel processo” che cosa ci si poteva aspettare?».




2)   « Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha affermato che il nucleare è sicuro e che le nuove centrali sono di terza generazione. Secondo Lei, esistono centrali di terza o quarta generazione?  Se si, quanto sono sicure?»

« Esistono molti problemi legati all’uso dell’energia nucleare e molte sono le correlazioni con l’economia; dopo Fukushima tutti si sono resi conto della pericolosità delle centrali nucleari: stiamo parlando  del Giappone, di un Paese che, com’è noto, possiede le tecnologie più avanzate. Eppure è accaduto quel che è accaduto e, pur considerando la dimensione “straordinaria” dell’evento naturale che ha scatenato l’incidente nucleare, è stato messo in discussione un modello di produzione dell’energia, se è vero che si comincia a parlare dei costi del “decommissioning” delle centrali e lo smaltimento delle scorie. In quest’ottica l’Italia, che non ha le centrali nucleari, è avvantaggiata rispetto a nazioni come la Francia o lo stesso Giappone:  nel frattempo il governo Berlusconi ha pensato bene di pianificare la costruzione di almeno otto centrali nucleari. Cosa dire? La domanda di fondo è ancora quella: la fame di energia è tanta, la sua produzione dipende dai paesi esportatori di gas e di petrolio, per ridurre i suoi costi bisogna trovare alternative legate alle risorse rinnovabili sono insufficienti e allora ci si rivolge al nucleare. Un paio di riflessioni si impongono; prima di tutto: quanto uranio c’è nel mondo? Basterà? I suoi costi aumenteranno considerevolmente? E, infine, è  corretto continuare con un modello così consumistico? Ma, in fondo, ci conviene essere per forza così “energivori” o, piuttosto, non dovremmo, noi tutti, cominciare a  pensare un modello di crescita diverso, più sobrio e parco? ».

3)   « Quali rischi corre l’Italia a seguito dell’intervento in Libia?  Facendo una previsione, come crede si concluderà la guerra in Libia, ma soprattutto cosa uscirà fuori al termine del conflitto? »

« Non credo che l’Italia corra qualche “rischio” più di quelli che corrono altri paesi coinvolti in questa guerra. Piuttosto c’è da riflettere sulla posizione geografica del nostro paese: una penisola che si protende nel Mediterraneo e che da sempre offre generosamente le sue coste, soprattutto meridionali, a tutta una serie di visitatori: dai mercanti fenici, alle colonie della Magna Grecia, diffuse in tutto il meridione italiano, alle scorribande saracene, etc. Ora siamo destinatari di questi flussi di esseri umani che partono dalle coste africane, soprattutto libiche e tunisine, alla ricerca di un miglioramento delle proprie condizioni di vita. La conclusione di questa guerra è un destino segnato: quando abbiamo una crescita delle società civili, che abbandonano immobilismi pluricentenari, esse innegabilmente tendono a un modello di democrazia “concreta” e, a mio parere, questo non è altro che un passaggio inevitabile nella storia dell’umanità».

4)   « Dal punto di vista geopolitico, cos’è cambiato a seguito dell’uccisione di Bin Laden nel Medio oriente e che significato assume la sua morte per gli USA?»
                                                                                                                                           
«L’uccisione di Bin Laden non è altro che un bilanciamento della distruzione delle Twin Towers nell’attentato terroristico dell’11 settembre del 2011: nell’equilibrio geopolitico questo ha significato, in sostanza, un riassestamento dei pesi politici, fortemente e pericolosamente sbilanciati a favore del terrorismo islamico. Per gli USA questa morte assume una forte valenza simbolica, al punto che, per evitate di caricare troppo questo aspetto, volutamente gli americani hanno detto di aver gettato in mare il cadavere e non hanno rilasciato nessuna immagine dello stesso, così che il terrorismo di matrice religiosa islamica non potrà nemmeno costruire su qualche immagine o su qualche reliquia una pericolosissima ritualità vendicativa (basti pensare, ad esempio, alle terribili dispute che hanno coinvolto  intere comunità  di fedeli cattolici anche solo per una ciocca di capelli di un santo). Insomma, Bin Laden ha rappresentato il “nemico perfetto”; per altro, io dico che il Vicino Oriente oggi vive il suo Medioevo, che, per la storia dell’Occidente, è stato un periodo molto lungo. Non vedo scorciatoie per il mondo e la società del Vicino Oriente: sarà un periodo lungo anche per quelle popolazioni, ci saranno guerre anche fratricide, ma ho la profonda convinzione che la strada verso la democrazia sia ormai segnata. Bisognerà attendere qualche generazione».

5)   «Cosa si nasconde dietro le guerre degli USA?»
«È molto agevole dare una risposta a questa domanda: l’imperialismo. Non vorrei però sembrare un po’ troppo “retrò”; eppure è chiara la matrice della ricerca di un’egemonia mondiale dietro tutte le avventure militari statunitensi. La corretta lettura dell’interventismo militare americano deve partire dalla classica domanda “cui prodest”? Ebbene, giova al modello di sviluppo americano, nel senso che gli USA, società progredita ed avanzata, non si sono mai posti nessuna domanda sulle conseguenze del loro modo di crescere, improntato al più tumultuoso liberismo capitalistico. Si badi bene; ho detto tumultuoso, ma non disordinato! Gli USA hanno ben chiaro l’ordine mondiale: prima gli USA, poi tutti gli altri. Valga su tutto l’esempio del petrolio: gli USA, con la loro cassaforte petrolifera texana, non riescono a sopperire alle loro esigenze interne e debbono rifornirsi altrove del petrolio necessario a far muovere quelle enormi automobili che consumano tantissimo e non sanno neppure  cosa sia una marmitta “catalitica” . L’America Centro-meridionale è stato il loro primo campo di battaglia e tutto il petrolio venezuelano è praticamente in mano statunitense. In tempi più recenti abbiamo visto lo scatenarsi di una vera e propria guerra: parlo del febbraio ’90 e della “Guerra del Golfo” portata avanti da Bush padre e figlio, contro il tentativo d’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq e che ha visto la rovinosa caduta del regime di Saddam Hussein. Basta osservare un po’ più a fondo per capire e chiedersi: chi sono i Bush? Provengono proprio dal Texas e sono, quindi, l’espressione della “lobby” del petrolio: ed è stata proprio questa “lobby” che ha fortemente voluto la guerra, per poter agevolmente controllare la produzione del petrolio del Golfo del Persico, cosa che nei fatti è accaduta. Tutto questo lascia insoluto, però, il problema di fondo: fino a quando gli USA potranno continuare con questo loro modello di sviluppo? Una parziale risposta l’abbiamo avuta con l’elezione di Barack Obama: uno dei suoi primi passi concreti è stata la ricerca di un partner che potesse aiutare l’industria automobilistica statunitense, in particolare la Chrysler, ad uscire dalla crisi. La Fiat di Marchionne è stata scelta per la grande capacità innovativa evidenziata dell’azienda torinese proprio nel settore motoristico: è un chiaro segnale di cambiamento sostanziale che la politica lancia alla società civile. Se si riuscirà a cogliere questo segnale sarà un bene per gli USA e per tutto l’Occidente. Le guerre non sono mai state la soluzione dei problemi e Obama credo questo l’abbia ben chiaro nel suo disegno politico: riusciranno i cittadini statunitensi a recepire questo segnale? “En attendant Godot”…».
6)   «Da quasi un anno, Lei partecipa come redattore con i suoi studenti al progetto “repubblica@scuola” e anche al “quotidiano in classe” con il Corriere della Sera e il Sole 24 ore (progetti che avvicinano gli studenti alla realtà giornalistica). Quali vantaggi ne traggono gli studenti e quali vantaggi ne trae l’Istituto?»
«Anche qui è facile la risposta. Ribalterei il quesito però, operando con quella tecnica che è tipica delle dimostrazioni dei teoremi di geometria analitica: quali svantaggi potrebbe avere uno studente che si volesse impegnare nell’attività di scrivere? Ecco, la risposta è semplicissima: io non vedo nessuno svantaggio, tutt’altro! Per poter scrivere bisogna, prima di tutto, sapere di cosa si scrive. Quindi documentarsi, quindi leggere. Stimolare alla lettura è uno degli obiettivi principali di questi progetti che vedono il coinvolgimento della carta stampata. È purtroppo anche vero che la lettura è sempre di più “digitalizzata” e l’ultima frontiera sono gli “e-book”, come pure l’ “i-book” e il “tablet”; a questa innovazione, va sottolineato, si uniformano anche i quotidiani, che hanno anch’essi la loro edizione elettronica. Pur tuttavia, sfogliare una pagina stampata è un gesto che richiede un impegno maggiore e, conseguentemente, un’attenzione e una concentrazione più profonde di quelle che servono davanti a un monitor o su un “tablet”. Pensiamo all’atto della scrittura: con la videoscrittura si sono di molto elevate le possibilità creative e io sono il primo ad essere consapevole di questo; eppure il gesto di scrivere con la penna su un foglio di carta reputo sia insostituibile. Penso ad un manoscritto di un grande poeta e/o scrittore del passato e a quante cancellature, ripensamenti ci possano essere dietro la stesura definitiva di un capolavoro; e penso, ancora, a quante cose in più si potrebbero capire, solo osservandone il modo di procedere nella scrittura. Nei secoli a venire, tutto questo non potrà più esserci: la videoscrittura ha eliminato questa possibile fonte di comprensione. Per capirci con un esempio, non avremo più la “brutta” e la “bella” copia: alla fine saremo sommersi da “belle” copie, ma non sapremo mai nulla del processo creativo. Ecco, questo un po’ mi spaventa. Ma io non sono un “nativo digitale” e vivo ancora con questo atteggiamento di sacrale rispetto per la carta. Spero che i bambini di oggi, “nativi digitali”, sapranno, nel loro futuro di adulti, trovare una risposta al problema.

7)   «Professore, Lei insegna sia al biennio che al triennio dell’istituto tecnico commerciale.  Quale messaggio vuole inviare ai suoi studenti che quest’anno affronteranno l’esame di maturità?»
«Non ho grandi messaggi da inviare: mi limito al classico “in bocca al lupo”, sicuro che la bontà dell’impegno profuso da ciascuno otterrà alla fine il giusto risultato: si sa che “chi lavora aspetta premio”; piuttosto colgo l’occasione per salutare tutti i miei alunni, quelli di ieri e quelli di oggi: il tempo passato con loro è sempre stato un tempo passato a migliorare e, fatto più rilevante per me, a migliorarsi. C’e sempre da imparare nella vita! Ma, prima dell’insegnare, viene lo stare assieme per svariate ore al giorno, per tempi lunghissimi: due, tre, cinque anni. E’ allora  imprescindibile stabilire rapporti umani corretti: diventa difficile aspettarsi attenzione da chi umanamente non ti rispetta e non ti considera, prima di tutto come essere umano e, poi, come insegnante. Ecco, questo è sempre stato il mio “credo”: prima di tutto rispettare “l’umanità” di ognuno, sapere di avere a che fare con un individuo singolo, con tutto ciò che questo significa. Ed è questo che ho sempre prioritariamente insegnato: il rispetto reciproco. Da questa base si può poi partire per la grande avventura dello studio e della crescita umana e culturale. Piuttosto debbo dire che questi ragazzi che si preparano all’esame fanno parte di uno sparuto drappello di pochi eletti che, da qui a tre anni, non dovranno più misurarsi con la Geografia Economica: la mia disciplina, infatti, è stata cancellata dai programmi ministeriali e, seppure i ragazzi del primo anno di quello che è oggi l’Istituto Tecnico Commerciale hanno avuto la ventura di avermi come insegnante per la prima volta quest’anno, non ci sarà più per loro, ragazzi del quinto anno dell’esame di Stato dell’A.S. 2014/2015, la possibilità di misurarsi con questioni come quelle che Mariateresa Conte, con le sue acute domande, ha voluto sottoporre all’attenzione di tutti. Io penso che sia stata tolta una grande opportunità di crescita a tutti i giovani, togliendogli la quotidiana discussione con il docente di Geografia Economica sulle problematiche che coinvolgono il mondo intero; il risultato è che avremo dei cittadini meno consapevoli di ciò che gli accade intorno, più disposti ad accettare senza contraddittorio ciò che gli verrà imposto dall’alto, in un rapporto di sudditanza nei confronti del potere: insomma, più “sudditi” e meno “cittadini”. E’ questo che vuole la riforma Gelmini: ma, vi invito a riflettere, è questo che volete anche voi?
In conclusione, un consiglio di lettura (anzi due) per capire meglio il mio ultimo ragionamento: 1) George Orwell, La fattoria degli animali; 2) George Orwell, 1984. Grazie dell’attenzione a tutti voi e grazie a te, Mariateresa, per la grande sensibilità che hai sempre dimostrato di avere nei confronti delle cose che accadono intorno a te e la grande pazienza che hai messo in tutto ciò che hai fatto: sono convinto che la perseveranza ti condurrà ai risultati che auspichi e che meriti. Per parte mia ti faccio uno speciale augurio per il tuo esame e per tutte le tue iniziative future, siano esse di studio o di lavoro. Ad majora!».